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Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Alberto Alari

15 feb 2017
Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Alberto Alari

Il difensore bergamasco sogna di ripercorrere le orme di Caldara e Bastoni

Nella decima puntata del nostro viaggio nel mondo della Primavera, andiamo alla scoperta di Alberto Alari, difensore classe 99. Bergamasco di Grumello del Monte, è arrivato in nerazzurro poco più che bambino e sta completando tutta la trafila nel vivaio. Ha saputo aspettare il suo momento e ora sta raccogliendo i frutti del lavoro di questi mesi: due partite consecutive da titolare e la maglia azzurra dell'Under 18. 

Alari con Mallamo in U18

 Alberto, per te questo è decisamente un buon momento.

“Nel girone d'andata non ho trovato spazio in campionato e ho giocato solo in Tim Cup col ChievoVerona. Da gennaio però stanno arrivando le soddisfazioni: prima la chiamata in U18 per il Torneo dei gironi a Roma, poi la maglia da titolare nelle ultime due gare di campionato con Palermo e Novara e nel mezzo un'altra chiamata con l'U18 azzurra, stavolta per l'amichevole in Francia”.

Come è andata?

“E' stata una bellissima esperienza e una grande emozione che mi ricorderò per sempre. E' statA un'occasione importante per mettersi in mostra perché anche se ho giocato solo gli ultimi venti minuti, ho avuto comunque l'opportunità di fare qualche intervento, qualche contrasto, qualche giocata. Mi sono divertito e ho potuto confrontarmi con giocatori molto forti come quelli francesi”.

Alari con la medaglia dello scudetto U17 A e B

A proposito di momenti indimenticabili, è inevitabile tornare alla scorsa stagione, con lo scudetto U17 Serie A e B. Il primo flash che ti viene in mente?

“Quando ho visto la palla calciata da Melegoni finire in rete nei supplementari della finale. E' stato tutto bellissimo, quasi non ci credevo. Tanta è stata la gioia e l'emozione che ci siamo resi conto che era tutto vero solo una volta tornati in hotel. Quello scudetto è stata la ciliegina su una stagione fantastica in cui abbiamo vinto tutto quello che potevamo vincere. Sicuramente è stata la stagione più bella da quando sono all'Atalanta”.

Prima giocavi nella squadra del tuo paese, Grumello del Monte.

“Ho iniziato a 5 anni nell'Oratorio Grumello. Un giorno il papà di un mio amico mi disse di provare e da lì è cominciato tutto. A 10 anni sono poi passato alla Grumellese e dopo un anno e mezzo, a gennaio, all'Atalanta. La mia famiglia non ha molta passione per il calcio, ma io fin da bambino avevo un pallone tra i piedi: abbiamo un giardino abbastanza grande e lì organizzavo partite con i miei amici. Giocavo scalzo e ne ho rotti di calzini. Anche perché mi divertivo a fare le scivolate”. 

Alari in azione contro il ChievoVerona nel suo esordio stagionale

Avevi già l'indole da difensore...

“E' vero (ride, ndr), non a caso in camera avevo (e ho ancora) il poster di Barzagli. Anche se da piccolo in realtà giocavo a centrocampo. E' stato quando sono arrivato all'Atalanta che Bonaccorso mi ha spostato in difesa: ero già alto per l'età che avevo e devo dire che il nuovo ruolo mi è piaciuto subito. E da allora ho sempre giocato da difensore centrale”.

Con Alessandro Bastoni.
“Tranne il primo anno in cui lui giocava da terzino sinistro, poi abbiamo sempre giocato in coppia. Vederlo ora in prima squadra dopo aver fatto tutto il percorso insieme, per me è un motivo di grande orgoglio e gioia perché è prima di tutto un amico. Ma è anche un grosso stimolo per cercare di riuscire a fare quello che ha fatto lui”. 

Alari in azione con la Primavera

Anche perché l'Atalanta ha una tradizione importante in fatto di difensori centrali.

“Il mio esempio è Caldara. Lo ammiro tanto e un po' mi rivedo in lui, sia nel carattere che nel modo di giocare. Quest'anno al martedì capita spesso di fare la partitella contro la prima squadra ed è sempre un'occasione importante per vedere da vicino come si allenano i professionisti: io ne approfitto per studiare i loro movimenti, i posizionamenti. Non solo dei difensori, ma anche degli attaccanti perché capire come si muovono, ti aiuta a difendere meglio e ad anticipare le loro mosse”.

E il sogno nel cassetto è quello di giocare un giorno con loro allo stadio di Bergamo...

“Quando posso vado a vedere le partite ed è bellissima l'atmosfera che si respira. A Bergamo c'è un tifo caldo, appassionato. Il mio obiettivo come ogni stagione personalmente è quello di crescere e migliorare sempre di più e a livello di squadra arrivare a giocarci le finali”. 

Alari festeggia lo scudetto U17 A e B con Del Prato

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