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Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Roberto Taliento

01 mar 2017
Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Roberto Taliento

Il portiere protagonista dello scudetto U17. E calcia anche i rigori

Nella dodicesima puntata del nostro viaggio nel mondo della Primavera, andiamo alla scoperta di Roberto Taliento, portiere classe 99, finito tra i pali quasi per caso ma poi capace di vincere lo scudetto U17 Serie A e B nella passata stagione.

Taliento in allenamento

Roberto, partiamo dall'inizio. Quando non eri ancora portiere, giusto?

“Quando ho cominciato a giocare a 6 nell'A.S. Brugherio, la squadra del paese dove ho abitato fino a un anno fa (ora vivo a Cinisello Balsamo), in effetti giocavo fuori. Dopo un anno e mezzo un bel giorno ho deciso di fare il portiere”.

Praticamente un'illuminazione.

“Mi sono presentato al campo d'allenamento e ho detto che volevo provare in porta. E da allora non mi sono più tolto i guanti. E' successo tutto per caso. Mi sono messo in porta nel giardino di casa giocando con mio papà e ho visto che mi piaceva. E' come se dentro di me mi fossi sempre sentito un portiere. Del resto mi è sempre piaciuto tuffarmi. Anche in casa: appena veniva un amico, prendevamo un pallone e io mi tuffavo sul divano o dove capitava, senza paura di farmi male. Qualche doga del letto l'ho rotta... Il mio idolo? Dida, avevo comprato anche la sua maglietta”.

Taliento in azione con la Primavera

La passione per il ruolo l'hai scoperta quasi per caso, quella per il calcio come è nata?

“Me l'ha trasmessa mio papà. Giocava anche lui, anche se non a grandi livelli: giovanili nel Cimiano, poi dilettanti fino alla Prima Categoria. Però tanto è bastato per trasmettermi la passione per il pallone”.

Brugherio prima, poi?

“A 11 anni alla Pro Sesto, poi a 14 anni mi ha preso l'Atalanta. Mi volevano anche altre società, ma non ho avuto dubbi: non mi sarei mai aspettato di avere un'occasione così grande, quando ho saputo che mi avevano preso è stata un'emozione immensa sia per me che per la mia famiglia. Sono arrivato nei Giovanissimi Nazionali, non ero titolare ma pian piano mi sono conquistato il posto fino a giocare da titolare le finali. Quando arrivi in una realtà così importante, devi giocarti bene tutte le carte, dimostrare il tuo valore e sfruttare ogni occasione: questa è sempre stata la mia filosofia”. 

Taliento premiato come miglior portiere al Memorial Rolle-Gariglio-Fantini

Una filosofia che alla lunga ha pagato e ti ha permesso di toglierti parecchie soddisfazioni. Qualcuna anche decisamente particolare per un portiere, come calciare i rigori.

“Nell'anno degli Allievi B a Volpiano nella semifinale del Memorial Rolle-Gariglio-Fantini: 0-0 col Milan, si va ai rigori e io tiro e segno l'ultimo decisivo dopo averne parati due (e tre nei quarti con il Nordsjaelland, ndr). Alla fine sono stato premiato come miglior portiere del torneo. Ma non era la prima volta che calciavo un rigore: alla Pro Sesto ne avevo segnati tre, due in campionato e uno in un torneo”.

L'anno scorso la soddisfazione più grande con lo scudetto U17 Serie A e B.

“Un anno sicuramente da ricordare, la mia stagione migliore. Mi sono tolto delle belle soddisfazioni, sia a livello personale che di squadra con i trofei conquistati”. 

La parata di Taliento su Goh nella semifinale-scudetto U17 con la Juve

Uno scudetto vinto da protagonista. E con interventi decisivi nelle finali. Quello che ricordi con maggior piacere?

“La parata su Goh nella semifinale con la Juve: eravamo avanti 1-0 e su un cross dalla destra sono riuscito con un balzo a togliere dall'angolino la deviazione da due passi dell'attaccante bianconero.”.

Poi la finale-scudetto con l'Inter.

“L'Inter che in campionato ci aveva sempre battuto. Ripenso ancora le parole di mister Brambilla dopo la sconfitta nel ritorno. Ci disse di star tranquilli perché la partita più importante con l'Inter l'avremmo vinta noi e non era quella. Aveva ragione: è andata proprio così”. 

E' appena finita la finale: Taliento festeggia lo scudetto U17 con i compagni

Cosa hai provato quando l'arbitro ha fischiato la fine?

“Sono scoppiato a piangere. E poi ho subito pensato a mio nonno Ennio che era venuto a mancare l'anno prima e che con mio papà era la persona che mi aveva seguito di più nel calcio. Avrei voluto che fosse lì con me a festeggiare”.

Dallo scudetto U17 alla Primavera.

“Un salto importante ed essendo un 99 sapevo che quest'anno avrei potuto trovare meno spazio. Ma ho avuto comunque le mie occasioni e penso di averle sfruttate bene, giocando anche partite contro squadre importanti. Gare ufficiali o amichevoli, io so che sono tutte occasioni che devo sfruttare al massimo per farmi trovare poi pronto”.

A inizio stagione hai anche assaggiato la prima squadra.

“Mi hanno chiamato per l'ultima settimana di ritiro a Rovetta dopo la partenza di Radunovic e sono rimasto con la prima squadra fino a quando non è arrivato Berisha. E' stata una bellissima esperienza, che ti fa crescere sia a livello tecnico che caratteriale. Mi sono allenato con portieri come Sportiello e Bassi che mi hanno fin da subito aiutato e fatto sentire come uno di loro. L'Atalanta ha una tradizione importante di portieri usciti dal vivaio e sogno di poter ripercorrere anche io questa strada. Quest'anno ho avuto la fortuna di poter lavorare con Biffi che avevo già avuto nel vivaio e con Frezzolini, due grandi preparatori che ti aiutano a crescere molto. Da parte mia ce la metterò tutta per realizzare questo mio sogno”.
 

Taliento premiato dal Presidente SGS FIGC Tisci dopo la conquista dello scudetto U17 A e B

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