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Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Musa Barrow

12 apr 2017
Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Musa Barrow

L'attaccante è arrivato dal Gambia quest'anno e ha già segnato 5 gol

Nella sedicesima puntata del nostro viaggio nel mondo della Primavera, andiamo alla scoperta di Musa Barrow, attaccante gambiano classe '98 arrivato quest'anno nel Settore Giovanile nerazzurro e protagonista alla Viareggio Cup, torneo in cui ha realizzato ben quattro gol. Un ragazzo che ha sempre avuto la passione per il pallone e che ora all'Atalanta ha l'occasione di realizzare i propri sogni. 

Musa, dal Gambia a Bergamo e all'Atalanta.

“Una grande opportunità per me. Ho sempre sognato di diventare un giorno calciatore e fin da piccolo il pallone è stato un compagno inseparabile. Una volta da bambino mi ero ammalato, niente di grave, un po' di febbre, ma mi avevano portato in ospedale. E per regalo a mia mamma chiesi di portarmi un pallone. Dormivo abbracciato al pallone. Il dottore quando se ne accorse, mi disse che con quella passione sarei diventato un calciatore”.

Barrow in azione contro l'Inter

Quando è nata la tua passione per il calcio?

“Presto, da bambino. Mi sono reso subito conto che me la cavavo, ero bravo. Giocavo in strada o al campetto, uscivo di casa al mattino presto e tornavo alle sette di sera. E poi in Gambia abitavo a cinque minuti a piedi dallo stadio della Nazionale e mio fratello mi ci portava spesso a vedere le partite”.

Dove sei cresciuto?

“A Kanifing Estate, un piccolo distretto di due mila abitanti, vicino alla capitale Banjul. Il mio idolo era Zidane. Pensate che mi ero fatto tagliare i capelli cortissimi per assomigliargli”.

Se dovessi nominare un giocatore del Gambia invece?

“Dico Pierre Gomez, perché è stata una figura molto importante per me. Mi ha sempre dato buoni consigli, mi prendeva le scarpe da calcio, mi ha aiutato molto. Lo sento spesso anche adesso che sono in Italia”.

L'abbraccio tra Barrow e l'amico Badjie

Una bella occasione ma anche una sfida per un ragazzo della tua età.

“Venire all'Atalanta è stato un sogno che si realizzava. Ovviamente non è mai facile lasciare la propria casa, ma mi ero preparato ad andare via. Mi manca la mia casa, la mia famiglia, i miei amici, ma credo è normale. Quando si vuole raggiungere un traguardo importante bisogna fare dei sacrifici e lavorare duro”.

A Bergamo come ti trovi?

“Bene, mi sento a casa. L'Atalanta mi ha aiutato molto e la Casa del Giovane è diventata come una famiglia per me. In più ho ritrovato Modou Badjie che conoscevo già in Gambia ed anche lui mi ha aiutato molto. Sto cercando di imparare l'italiano. Le prime parole che ho imparato sono state “ciao ciao” e alcuni vocaboli che si usano in partita come “uomo”, “solo”. A volte capita che il mister dica una cosa e mi chieda se voglio la traduzione, ma io preferisco di no perché voglio imparare più in fretta e capire subito quello che mi dicono”. 

Barrow esulta dopo aver segnato il suo primo gol da atalantino nell'amichevole col Seregno

Ti ricordi la prima partita nell'Atalanta?

“Certamente, era un'amichevole ad agosto (contro il Seregno, ndr). Avevo fatto due gol, ero felicissimo. Ho ancora la foto di quel giorno come sfondo del cellulare. Giocavo sia a centrocampo che come seconda punta, ma dopo quella doppietta il mister mi ha impiegato sempre come attaccante, il mio ruolo preferito. Ma gioco dove serve, non ci sono problemi”.

Poi per giocare in gare ufficiali hai dovuto aspettare fino a febbraio che si completasse il tesseramento.

“Ho dovuto aspettare diversi mesi, ma mi è stato utile: mi ha permesso nel frattempo di imparare il calcio italiano, capire cosa mi chiedeva il mister e portarmi al livello dei miei compagni”. 

La preghiera di ringraziamento di Barrow dopo il gol alla Virtus Entella

Poi ti sei tolto delle soddisfazioni: dall'esordio con il Palermo ai gol nella Viareggio Cup.

“E' stato un buon inizio per me. Ho segnato cinque gol, quattro nella Viareggio Cup e uno in campionato alla Virtus Entella. Ma spero di segnarne altri in queste ultime tre partite che restano in campionato e anche alle finali. Mi piacerebbe arrivare a dieci gol”.

Dopo il gol alla Virtus Entella, ti sei piegato a terra come in preghiera.

“Ringrazio Dio. Lo faccio sempre, più volte al giorno. Sono musulmano e ogni giorno prego cinque volte: al mattino, dopo la scuola, dopo l'allenamento, dopo cena e prima di andare a dormire. Mi dà forza e fiducia”.

Anche per realizzare il tuo sogno?

“Diventare un calciatore, giocare nell'Atalanta. Mi piace andare allo stadio a vedere le partite, mi piace Spinazzola, è fortissimo: quando giochiamo le amichevoli con la prima squadra mi impressiona sempre. E anche in Gambia ormai tanti miei amici sono diventati tifosi dell'Atalanta”.

L'esultanza di Barrow dopo il suo primo gol in campionato alla Virtus Entella

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