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Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Matevž Vidovšek

10 mag 2017
Vivaio, Primavera: alla scoperta di... Matevž Vidovšek

Lo sloveno arrivato in estate ha il ruolo nel Dna: in famiglia tutti portieri

Nella diciannovesima puntata del nostro viaggio nel mondo della Primavera, andiamo alla scoperta di Matevž Vidovšek, portiere classe '99, nazionale U18 sloveno, in nerazzurro dalla scorsa estate. Ha fisico, freddezza tra i pali e il ruolo nel Dna: viene infatti da una famiglia di portieri.

Vidovšek

Matevž, si può dire che sei nato coi guanti...

“Ho iniziato a giocare a 6 anni e subito in porta: mi è sempre piaciuto il ruolo, l'idea che fosse diverso da tutti gli altri. In famiglia del resto siamo tutti portieri. Mio papà Boštjan giocava in porta, seppur non a livelli professionistici. Poi c'è mio fratello maggiore Aljaž che ha due anni più di me e gioca nella terza serie slovena. Con lui mi confronto spesso, guardiamo le nostre partite e poi parliamo di quello che abbiamo fatto. Da piccoli giocavamo spesso insieme, anche se in porta andavo io: lui prima giocava fuori, solo a 12 anni ha cominciato a fare il portiere. Infine c'è anche il mio fratellino minore Žan che gioca in porta nelle giovanili del Maribor Tabor”.

Una dinastia di portieri...

“Anche il fisico ci ha favorito. In famiglia siamo tutti alti. Io sono sfioro i due metri (199 centimetri per l'esattezza, ndr) e sono sempre stato il più alto nelle mie squadre, ma anche mio papà e mio fratello superano il metro e novanta. E persino mia mamma Mateja è piuttosto alta: anche lei è stata molto importante per me perché era lei che ogni giorno mi accompagnava in auto agli allenamenti e non si perdeva mai una partita. La mia famiglia viene spesso a trovarmi anche a Bergamo: sono sei ore di macchina da casa mia”.

Una parata di Vidovšek

Prima di arrivare all'Atalanta dove hai giocato?

“Ho cominciato nel Dravograd, quindi sono passato all'NK Bravo e dalla scorsa estate all'Atalanta. So che mi hanno visto con l'U17 slovena nella Fase Elite degli Europei in Belgio. Avevo fatto molto bene e quelle gare per me e la mia carriera credo siano state decisive, le più importanti”.

Subito dopo la chiamata dell'Atalanta.

“Mi volevano anche altre squadre, ma l'Atalanta è stata quella che ha dimostrato più di tutti di volermi fortemente per cui non è stato difficile per me scegliere di venire qui. All'inizio ero comprensibilmente un po' nervoso perché sapevo che era un bel salto, ma poi mi sono subito tranquillizzato e l'idea di allontanarmi da casa non mi spaventava. Sapevo che all'Atalanta sarei potuto crescere ancora molto”. 

Vidovšek al lavoro con Frezzolini nel suo primo giorno in Primavera

E' quello che stai facendo quest'anno allenamento dopo allenamento.

“Per me questo è un anno molto importante, anche se magari ho giocato soprattutto in amichevole e ho fatto il mio esordio ufficiale nella Viareggio Cup contro l'Ancona. Ma so che il lavoro quotidiano è molto importante e io cerco di lavorare bene in allenamento e studiare per prepararmi bene all'anno prossimo quando potrei avere più spazio. Io dico sempre: passo dopo passo. E qui all'Atalanta ho trovato dei preparatori dei portieri molto bravi come Frezzolini e, quando vado con la prima squadra, Biffi”.

Spesso, infatti, ti è capitato di andare ad allenarti con la prima squadra.

“Sto imparando molto e per me ogni occasione è buona per crescere e studiare come lavorano e si allenano i portieri della prima squadra. Sono davvero tutti bravi e da loro ho molto da imparare. Il mio sogno è di riuscire a giocare un giorno in Serie A. Quando posso vado allo stadio a Bergamo e devo dire che l'atmosfera e il tifo sono sempre fantastici”. 

Vidovšek

I tuoi modelli?

“Mi è sempre piaciuta la Premier League e fin da bambino il mio idolo è stato Joe Hart: avevo anche i suoi guanti e le stesse scarpe. Mi è sempre piaciuto per la sua mentalità, la sicurezza e la tranquillità che sa trasmettere. Se fai questo ruolo, non puoi essere nervoso quando sei tra i pali. E in Italia è scontato dire Buffon”.

Un piccolo retroscena: l'intervista l'hai fatta in italiano. Sei in Italia da nemmeno un anno e parli e comprendi già abbastanza bene la lingua. Questo dimostra tutta la tua voglia di imparare e fare bene.

“L'Atalanta mi ha subito mandato a lezione di italiano e io lo studio anche quando sono in camera alla Casa del Giovane, con gli educatori o aiutandomi con internet. E intanto studio anche per la scuola: a fine stagione quando torno in Slovenia darò gli esami per passare in quarta”.

Oltre al calcio, c'è qualche altro sport che ti piace?

“Quando torno a casa mia in Slovenia d'estate mi piace giocare a basket con i miei amici. E poi seguo l'NBA. Squadra preferita? Cleveland”. 

La formazione della Primavera nel match con l'Ancona alla Viareggio Cup, l'esordio ufficiale per Vidovšek

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