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Ecco l'intervista del #8 nerazzurro alla Newsletter ufficiale

10 apr 2016
Ecco l'intervista del #8 nerazzurro alla Newsletter ufficiale

L'intervista al numero 8 nerazzurro pubblicata sulla Newsletter ufficiale

Con Bologna e Milan sono arrivate due vittorie fondamentali per classifica e morale. Due vittorie a cui anche Giulio Migliaccio ha dato il suo contributo importante entrando quando c'è stato bisogno di controllare e gestire la gara.

Giulio, queste due vittorie hanno cambiato molto, nella classifica ma non solo.
“E' il bello del calcio: dopo tre mesi veramente difficili, sono arrivate due vittorie di fila. Due risultati che ci siamo meritati facendo delle ottime partite. Eravamo finiti in un tunnel incredibile da cui non riuscivamo a uscire. Eravamo come bloccati e il momento che abbiamo passato è la dimostrazione di come l'aspetto psicologico sia fondamentale. Non capivamo il perché, poi sono bastate due partite per metter da parte tre mesi”.

Domenica scorsa è stata una di quelle giornate da ricordare.
“E' stato uno spettacolo incredibile, vincere in uno stadio così pieno, facendo due bei gol, contro il Milan. E' tornata l'Atalanta dopo il blackout. E ne siamo usciti perché siamo stati tutti compatti. Un grande merito va dato alla società che ancora una volta ha mostrato grande equilibrio, ma anche ai nostri tifosi che hanno avuto tanta pazienza e sono stati intelligenti a capire il momento e che l'impegno da parte nostra c'è sempre stato. La squadra, la società, la gente: siamo stati un blocco unico con l'allenatore che era il primo che stava male per questa situazione”.

Adesso ci sono sette partite per finire bene il campionato.
“Sette partite per fare più punti possibili perché non siamo ancora salvi. E poi dobbiamo essere ambiziosi, giocare ogni partita per vincerla. Mi aspetto un'Atalanta battagliera e ambiziosa: dobbiamo cercare di fare più punti possibili e giocare anche per il prestigio, scalare delle posizioni, non accontentarsi di salvarsi e basta. Un conto è finire quindicesimo o sedicesimo, un altro decimo o undicesimo. Dobbiamo provare a migliorare la nostra classifica”.

Il tuo obiettivo personale?
“Guardate, io non pensavo a me stesso a 20 anni, figuriamoci se comincio a farlo a quasi 35 anni. Mi piace essere utile alla squadra: poi se l'Atalanta va bene, io sono felice”.

Domenica andate sul campo del Torino: in maglia nerazzurra l'hai battuto una sola volta nel 2007 e anche quella volta era aprile.
“Mi ricordo ogni partita giocata, quelle di quella stagione in maniera particolare perché era la mia prima di serie A. Avevamo vinto 2-1, aveva segnato anche Bellini. Il Torino è sempre stata un po' una mia bestia nera e anche negli ultimi anni è sempre stata un avversario duro, ostico. Speriamo dopo tanti anni di fare un bel risultato, così da dare continuità a questo segnale di ripresa che abbiamo dato”.


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