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Tifosi Atalantini, dall'Argentina ecco Tiberio

13 ott 2017
Tifosi Atalantini, dall'Argentina ecco Tiberio

Tifosi Atalantini, seconda puntata

“Ero tifoso di un'altra squadra, poi ho iniziato a seguire l’Atalanta di Mondonico, non ricordo bene quando è successo e neppure come, ma sono diventato atalantino al 100%. Quella squadra che giocava in Europa mi teneva incollato alla televisione, è stato entusiasmante. La prima partita che ho visto allo stadio è stata quella che i nerazzurri hanno giocato contro il Malines il 20 aprile 1988: da quel momento, solo l'Atalanta”.
Tiberio è un appassionato nerazzurro che vive in Argentina, a Paranà. La sua storia personale lo ha portato da Treviglio alla Brianza e infine in Sudamerica dove vive da un anno e mezzo insieme alla sua compagna, ma sentendolo parlare dell’Atalanta, l’impressione è che non sia davvero mai andato via.
“L’Italia mi manca molto –racconta– e all’inizio con la lingua è stato veramente complicato, ma per fortuna ora tutto si è sistemato e mi godo anche la mia Atalanta”.
La domanda sorge spontanea: come si segue, da così lontano, il calcio europeo?
“Devo dire che mi sono subito reso conto di come il "nostro" calcio sia molto seguito in Argentina. Le televisioni locali trasmettono molto spesso le partite di cartello e prima della splendida cavalcata dell’ultimo campionato, vedere l'Atalanta era un po' più complicato. Il fuso orario è anche di 5 ore, fortunatamente mi sono sempre organizzato per tempo e credo di essermi perso solo una partita da quando abito in Argentina: un vicino di casa tifoso del Racing, una mattina venne a vedere che cosa stava succedendo visto che alle 10 del mattino mi ha sentito esultare come un matto”.

Negli ultimi mesi, Tiberio ha potuto ammirare uno dei campionati più entusiasmanti disputati dai nerazzurri e dal suo racconto appare chiaro come, in Argentina, ora tutti parlino dell'Atalanta. “Il quarto posto con un Papu Gomez così protagonista ha ovviamente avuto grande impatto mediatico nel paese. Ora dell’Atalanta si parla molto e non è più la squadra bergamasca di Caniggia ma viene proprio identificata con Gomez. Oltre all’anno scorso, ci sono stati anche tanti altri momenti belli: le annate con Lippi e Vavassori, il 3-1 all’Inter di Mourinho e anche Atalanta–Juve di Coppa Italia con gol di Gallo”.

Piedi ben saldi a terra, ma coscienti e consapevoli dei propri mezzi: “Sarebbe un sogno arrivare in finale di Europa League. Sarebbe fantastico come del resto è stato incredibile l’esordio nella manifestazione contro l’Everton. Ormai sono atalantino al 100% e mi sono anche tatuato il logo dell'Atalanta sul braccio. A metà dicembre tornerò in Italia per una quarantina di giorni e mi piacerebbe davvero tornare allo stadio ad urlare, questa volta dal vivo, tutta la mia passione per l'Atalanta!".