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Contro il MIlan l'esordio in serie A di Federico Peluso

08 gen 2012
Contro il MIlan l'esordio in serie A di Federico Peluso
Federico Peluso e il Milan. Non un avversario come gli altri, non una partita come le altre quella contro i rossoneri. Il laterale di Colantuono, protagonista finora di una stagione su altissimi livelli, appena pensa ai rssoneri torna indietro ai suoi inizi in maglia nerazzurra. Precisamente, all'8 marzo 2009, stadio di Milano San Siro: Milan-Atalanta 3-0. Esordio di Federico Peluso e tripletta di Filippo Inzaghi.

"Un giocatore unico, che ama questo sport e ha dedicato al calcio tutta la vita. Ricordo il mio esordio in serie A e la tripletta con cui decise quella gara: voglia, fame e fiuto del gol gli hanno permesso di fare una carriera straordinaria pur magari con mezzi tecnici inferiori rispetto a tanti altri campioni del suo livello".

L'esordio di Milano, quell'autorete con il Bologna e il super-gol segnato al Cesena: quanto sei cambiato nelle ultime due stagioni?

"In quel periodo le cose non giravano nel modo giusto. Penso di aver giocato perfino bene in quella partita, sono migliorato e negli ultimi due anni, grazie anche alla squadra e al suo cammino, i risultati si sono visti".

Merito tuo ma anche di chi ha creduto in te, mister Colantuono in testa. Da 1 a 10 quanto ha contato il suo lavoro?

"Non voglio mettere un voto ma devo dire tanto. Indubbiamente. Ha creduto in me fin dal primo giorno, pensavo che la mia storia a Bergamo non fosse facile ma grazie a lui sono cresciuto davvero molto. Come mi sprona? Ci sono tante cose che mi dice ma non si possono riportare, il rischio è quello di avere una serie molto lunga di "bip"".

Torniamo all'ultima gioia, il gol al Cesena. Da dove arriva l'idea di un'azione simile?

"Sono cose che nascono istintivamente, ho visto che c'era lo spazio e mi ci sono infilato: doppio dribbling e tocco sotto la traversa, devo dire che è stato veramente un bel gol. Stavo molto bene quella sera, non mi capita spesso di andare in rete e in generale credo che emozioni simili si vivano poche volte in una carriera, soprattutto essendo difensore".