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Mancini, Orsolini, Vido: dall'esordio in A all'U21

05 ott 2017
Mancini, Orsolini, Vido: dall'esordio in A all'U21

L'emozione dei tre ragazzi per i due importanti traguardi raggiunti

È un inizio di stagione da ricordare per tre giovani nerazzurri che in poco tempo hanno tagliato due traguardi importanti: l'esordio in Serie A e la prima chiamata e poi la conferma in Under 21. Tanto talento e voglia di emergere sono le doti che accomunano Gianluca Mancini, Riccardo Orsolini e Luca Vido, tre dei giovani nerazzurri in rampa di lancio, ora impegnati con l'U21 azzurra. Il primo è difensore centrale e ha fatto il suo esordio in A a Firenze contro la sua ex squadra, il secondo un esterno d'attacco e ha esordito a Verona contro il Chievo, mentre il terzo un attaccante che può giocare sia da prima che da seconda punta e ha esordito a Bergamo contro il Crotone. 

Tre domande per fotografare il momento e conoscere le emozioni provate da Mancini, Orsolini e Vido.

1) L'ESORDIO IN SERIE A È UN TRAGUARDO SPECIALE NELLA CARRIERA DI UN CALCIATORE. QUAL È STATO IL PRIMO PENSIERO?

MANCINI: "Quando entri in campo, il primo pensiero è alla partita perché sei concentrato su quella. Però poi a mente fredda, finita la partita, pensi a tante cose, a tutto il percorso fatto per arrivare fino a qui. Ed essere riuscito a giocare in Serie A è un motivo di orgoglio e ripaga di tutti i sacrifici fatti, non solo da me ma anche da tutta la mia famiglia. I viaggi in treno o in pulmino tutti i giorni per gli allenamenti, uscivi di casa al mattino e rientravi solo alla sera. Poi destino ha voluto che l'esordio capitasse proprio a Firenze contro la squadra dove sono cresciuto".

ORSOLINI: "Ripensi a tutto il percorso che hai fatto e pensi che se sei riuscito a giocare in Serie A, allora vuol dire che qualcosa di buono lo hai fatto. Pensi a tutte le difficoltà e ai momenti brutti che hai dovuto superare per arrivare fino a questo punto. Esordire in Serie A è una bellissima soddisfazione ed è una fortuna che non capita a tutti. Io poi magari lo sento ancora di più perché vengo dal basso. E penso possa essere d'esempio per tanti ragazzi che intraprendono questo percorso e coltivano questo sogno, senza magari giocare nei settori giovanili delle squadre di A: ci si può provare e ci si può riuscire". 

VIDO: "Ti vengono in mente tutti i sacrifici fatti per raggiungere questo traguardo. Ripenso a quando già a 10 anni prendevo il pullman e facevo 50 minuti di strada per andare ad allenarmi. Prima al Treviso, poi al Padova. Ma anche a tutti i sacrifici fatti dalle persone che mi vogliono bene, come mio papà che non si perdeva una partita e ogni volta faceva anche lui tanta strada".

2) QUANDO HAI COMINCIATO A PENSARE CHE L'ESORDIO IN SERIE A ERA UN SOGNO REALIZZABILE?

M: "Quando inizi a giocare, il sogno è sempre quello: giocare un giorno in Serie A. Poi quando entri a far parte di una rosa di una squadra di Serie A, capisci che ci sei vicino. Già nella Fiorentina ero stato aggregato alla prima squadra e ora grazie all'Atalanta ho finalmente realizzato questo sogno".

O: "Uno ci spera sempre, anche se gioca in categorie inferiori. È il sogno che tutti hanno da bambino. Ma è dall'anno scorso che ho cominciato a pensarci sul serio, a capire che potevo avere delle buone possibilità di arrivare a giocare in Serie A. Poi quando è arrivata l'Atalanta, ho capito era l'anno giusto".

V: "Ci ho sperato quando al Milan mister Brocchi ha cominciato a portarmi in panchina con la prima squadra. Ma non c'era mai stata l'occasione giusta. Quando quest'estate mi ha preso l'Atalanta, ho capito che il momento sarebbe arrivato e che sarebbe stata il mio trampolino di lancio". 

3) LA CONFERMA IN U21 DOPO LA CHIAMATA AD AGOSTO COSA SIGNIFICA PER TE?

M: "È una gran bella soddisfazione. Soprattutto per me che sono arrivato tardi nel giro azzurro. La prima chiamata era stata per uno stage dell'U19 a Coverciano. Ma la prima vera partita è stata la gara con la Spagna del primo settembre. Indossare la maglia azzurra per me è motivo di orgoglio: l'obiettivo è quello di rappresentare al meglio l'Italia in giro per il mondo".

O: "Anche io sono arrivato tardi nel giro azzurro. Un anno fa nell'U20 per preparare il Mondiale. Mi ricordo bene l'esordio, a ottobre dell'anno scorso contro la Polonia nel torneo IV Nazioni: vinciamo 3-0 e segno il primo gol dopo un quarto d'ora. In precedenza ero stato convocato nell'U18 di Lega Pro e per uno stage dell'U21 di Serie B e anche in quei casi era stata una grande emozione".

V: "È una bella soddisfazione. La prima volta che ho indossato la maglia azzurra è stata nell'U15. Giochiamo in Belgio, vinciamo 4-0 e io riesco a segnare anche un gol e a fare un assist. Partire dall'U15 e arrivare all'U21 è un bel traguardo, perché l'U21 è dopo la nazionale più importante dopo la Maggiore. Ma bisogna sempre conquistarsi il posto a ogni convocazione per cui è uno stimolo a fare sempre meglio".