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Masiello: "Orgogliosi di giocarcela su tre fronti, vogliamo fare il meglio possibile"

27 gen 2018
Masiello: "Orgogliosi di giocarcela su tre fronti, vogliamo fare il meglio possibile"

"L'affetto della gente e i disegni di mia figlia Matilde sono la mia carica"

Dopo aver conquistato Bergamo e i bergamaschi grazie a impegno, serietà, prestazioni, Andrea Masiello ora vuole togliersi ancora tante soddisfazioni con l'Atalanta, attesa da un ciclo di partite sicuramente impegnativo, ma decisamente bello da affrontare. "Noi comunque viviamo questa situazione in modo positivo - spiega il difensore nerazzurro -. È il primo anno che ci troviamo a lottare su tre fronti ed è un motivo di orgoglio e soddisfazione essere arrivati fino a questo punto, con una semifinale di TIM Cup da giocare con la Juve, i sedicesimi di Europa League col Borussia e la possibilità di lottare per l'Europa in campionato".

La vostra forza è stata quella di non fare scelte? Avete affrontato al massimo ogni competizione...

"Ed è quello che vogliamo continuare a fare. C'è la consapevolezza di poter fare bene. Bisogna goderci questa esperienza e fare il meglio possibile. Giorno dopo giorno le idee del mister vengono sempre più acquisite. Ci ha trasmesso una mentalità per la quale ogni partita va giocata al massimo, per vincere. E poi abbiamo una squadra con dei valori. Tutti ingredienti che ci hanno permesso di fare il salto di qualità e di raccogliere i frutti sul campo. Ora dobbiamo solo continuare a lavorare, imparare e rimanere coi piedi per terra".

Il ciclo di partite comincia dalla trasferta sul campo del Sassuolo, dove l'anno scorso arrivò una vittoria fondamentale per costruire una stagione memorabile e dove quest'anno è diventato la casa nerazzurra in Europa.

"Fa sempre piacere ricordare quanto fatto l'anno scorso. È stata una stagione penso irripetibile, con tanti record fatti sul campo. Però dobbiamo concentrarci sul presente. Ci aspetta una partita non facile. Il Sassuolo ha cambiato allenatore e si è ripreso dopo un inizio difficile. Sarà una partita delicata, ma noi dobbiamo proseguire il nostro cammino e perciò la affronteremo al massimo delle nostre possibilità. Poi dopo pochi giorni ci sarà la Juve in coppa. Sarà un mese impegnativo, in cui vorremmo toglierci delle belle soddisfazioni: ce le meritiamo, ma sappiamo anche che siamo noi a dover andare a prendercele".

Al Mapei Stadium è legato anche un altro ricordo speciale per te.

"L'Atalanta che ritorna in Europa dopo 26 anni e io che faccio gol, il primo all'Everton, la ciliegina sulla torta. In quell'esultanza c'era tutto: rabbia, gioia, orgoglio, soddisfazione. Un ricordo che mi porterò dentro per tutta la vita. Ne vado fiero, spero che porti fortuna in vista della gara al Mapei Stadium".

Per molti tifosi dell'Atalanta sei diventato un vero e proprio idolo. Che effetto fa?

"Bellissimo. Da quando sono tornato, i tifosi dell'Atalanta ma in genere la gente di Bergamo, mi ha sempre dimostrato tanto affetto. E continua a dimostrarmelo ogni giorno. Penso di essermelo guadagnato con il lavoro e le prestazioni. A Bergamo ho trovato un senso di umanità incredibile. Noi sappiamo di essere per loro degli idoli e sapere che c'è gente che ti vuole bene, ti sostiene, non solo è motivo di soddisfazione, ma ti trasmette una carica incredibile".

Carica che ti arriva anche dall'ambiente familiare. Sui social hai condiviso dei bigliettini stupendi scritti da tua figlia...

"A casa abbiamo tanti riti, uno di questi sono sicuramente i bigliettini che mi scrive Matilde, la mia figlia più grande. Li tengo in auto, nel portafoglio, insomma li porto sempre con me, anche in ritiro: mi aiutano a superare i momenti meno felici, quando magari sei stanco mi basta leggerli per superare tutto. Io devo tanto alla mia famiglia. Sapere di avere alle spalle tutto questo, ti dà una forza incredibile. Matilde è diventata ormai una grande tifosa dell'Atalanta e sta cominciando a trasmetterlo anche ad Aurora, la mia seconda figlia. E poi c'è Eleonora, nata lo scorso luglio, che è ancora troppo piccolina per capire che papà gioca a calcio". 

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