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Mattia Caldara e l'esordio in serie A: "Un sogno che si realizza"

20 mag 2014
Mattia Caldara e l'esordio in serie A: "Un sogno che si realizza"

Il difensore ha debuttato a Catania: "La dedica va ai miei genitori e ad Abbadati"

E' stata una domenica speciale per Mattia Caldara che ha realizzato il sogno che aveva fin da bambino: esordire in serie A con la maglia dell'Atalanta. Il capitano della Primavera ha preso il posto di Brivio dopo l'intervallo e ha giocato tutto il secondo tempo a fianco di Benalouane al centro della difesa.

Mattia, raccontaci questo esordio.

“E' un sogno che si è realizzato. Come penso tutti i bambini, anche io quando ho cominciato a giocare speravo di arrivare un giorno a giocare in serie A. Grazie all'Atalanta ci sono riuscito e averlo fatto indossando la maglia della squadra della propria città è stata un'emozione ancora più grande”.

Il primo impatto come è stato?
“L'emozione era tanta e il primo pensiero è subito andato ai miei genitori e a tutte le persone che mi sono sempre state vicine anche nei momenti di difficoltà. Quando sono entrato ho pensato anche a Nico (Abbadati, il suo compagno della Primavera che sta disputando la partita più difficile, ndr): tutti noi gli siamo sempre vicini e lo portiamo nel nostro cuore. Anche a Catania sotto indossavo la maglia che gli abbiamo dedicato: la porto sempre con me. L'esordio lo dedico a lui e ai miei genitori”.

La fortuna se vogliamo è stata quella di entrare dopo l'intervallo così hai avuto più tempo per prepararti, anche mentalmente.
“E' vero, già a cinque minuti dallo scadere del primo tempo il mister mi ha detto di andare a scaldarmi così avrei avuto 20 minuti per riscaldarmi bene. Quando me l'ha detto mi è subito salita la tensione. Poi nell'intervallo i compagni che si scaldavano con me mi hanno tranquillizzato, specialmente Scaloni. Mi ha detto di giocare come se fosse una partita della Primavera e di stare tranquillo perché non ci stavamo giocando la salvezza e che era la partita giusta per fare l'esordio”.

Poi quando sei entrato subito una buona chiusura ti ha permesso di rompere il ghiaccio.
“All'inizio ero comunque emozionato, poi mi sono tranquillizzato. Ma devo dire che è stato il primo fuorigioco che ci ha fischiato a favore che mi ha dato più sicurezza e coraggio. Poi sono anche riuscito a respingere un pallone di testa su un calcio d'angolo: non ci credevo di averla presa io!”.

Per essere la prima partita in serie A, si può essere soddisfatti.
“Sì, a parte la sconfitta, tutto sommato penso sia andata bene. Spero sia un punto di partenza e di vivere ancora tanti altri momenti belli come questo. Sono arrivato all'Atalanta nel 2003 e ora sono riuscito a realizzare il mio sogno. Ringrazio l'Atalanta e mister Colantuono che mi hanno dato la possibilità di esordire”.

Ora però da buon capitano, la testa va alle finali Primavera.
“Senz'altro, adesso il pensiero va alle finali. Cercheremo di migliorare quello che abbiamo fatto l'anno scorso, anche se sarà difficile perché vorrebbe dire vincere lo scudetto. Ma arrivati a questo punto è doveroso provarci: abbiamo sofferto e lavorato tanto per arrivare a questo punto che non vogliamo sprecare questa occasione”.