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Palomino: "Con la Spal vorremmo prenderci la rivincita"

09 feb 2019
Palomino: "Con la Spal vorremmo prenderci la rivincita"

Il difensore argentino: "Vogliamo prolungare questo momento così buono"

Riscattare la sconfitta subita all'andata con la Spal e prolungare il momento positivo. José Luis Palomino ha le idee chiare e vuole togliersi ancora tante soddisfazioni. Il difensore argentino parla a 360° della stagione, ma anche delle sue passioni: quella di sempre per il Mate e una decisamente nuova.

José, anche a Cagliari avete dimostrato di essere in un bel momento.

"È un momento veramente bello. Nel nostro spogliatoio, nell'ambiente di tutti giorni, si sente l'energia che ci arriva dalle vittorie. Siamo in un buon momento, ma come sempre dico, aspettiamo di continuare così".

Quanta carica vi ha dato la vittoria sulla Juve in coppa?

"Io penso che è cominciato prima, quando abbiamo pareggiato con la Roma dopo esserci trovati sotto. Poi è arrivata la Juve e vincere quella partita, soprattutto come abbiamo giocato, è stato importante. Siamo felici perché noi lavoriamo per ottenere dei risultati. E adesso sta andando tutto bene, per cui siamo soddisfatti".

A proposito di obiettivi, siete ancora in corsa per due fronti.

"L'obiettivo mantenere la testa giusta e pensare a una partita per volta. La gente capita che mi fermi in centro e mi dica che domenica batttiamo la Spal, ma io so che non sarà una partita facile perché adesso noi abbiamo alzato tanto il livello e quindi anche le altre squadre che ci affrontano, faranno uno sforzo in più per provare a prendere punti qua a Bergamo. Noi dobbiamo restare concentrati come sempre e andare avanti partita per partita, per mantenere l'equilibrio e continuare a scalare la classifica passo dopo passo".

Che domenica non sarà una partita facile, lo si capisce anche ripensando alla partita dell'andata.

"In quel periodo eravamo ancora a inzio campionato, dovevamo trovare ancora i giusti ritmi e il nostro gioco. Oggi ci troviamo bene. A Ferrara non avevamo fatto una buona partita, quindi ci aspettiamo di farne una meglio in casa approfittando di questa fiducia che abbiamo e prendendoci una rivincita".

Dal punto di vista personale, stai disputando una stagione da protagonista. Tra gli obiettivi personali c'è anche la nazionale?

"Adesso che la squadra sta attraversando un momento così, mi diverto di più, mi trovo bene in campo e crediamo di fare bene sempre il nostro gioco. L'obiettivo è continuare così e magari fare sempre meglio. Personalmente mi sento bene, so che devo lavorare bene una settimana per trovare quell'equilibrio che mi fa giocare bene. E il momento della squadra oggi aiuta tanto. Perché individualmente stiamo bene, come squadra siamo più forti. E io non ho dubbi che se continuo così, arriveranno cose importanti sia per me che per tutti. Dobbiamo solo continuare con questo ritmo, questo gioco, scalando la classifica, e anche personalmente raggiungeremo ciò che vogliamo, per esempio per quel che mi riguarda ad esempio la nazionale o giocare in Europa anche l'anno prossimo".

Uscendo dall'ambito calcistico... È vero che non c'è Palomino senza Mate?

"Esatto, sempre con il Mate ogni mattina. Adesso sto cominciando a berlo anche con Duván. Lui lo beveva già in Argentina, però adesso ha cominciato a berlo anche qui. Lui ride (Zapata stava ascoltando l'intervista, ndr), ma ogni mattina beve il Mate che gli preparo io ed è per questo che va così forte. Se un giorno arrivo senza, subito mi chiede perché non c'è. Per me il Mate è più di una compagnia. Sono abituato a berlo alla mattina e un po' al pomeriggio".

Altre passioni?

"Ho scoperto ultimamente che mi piace l'architettura, come si calcolano le metrature per fare una casa, un appartamento, uno stadio, scoprire come si fa un ponte. Penso che questa passione sia nata da quando ho comprato casa a mia mamma. Ogni volta che ho un po' di tempo a casa mi piace fare ricerche su internet, mi distrae e allo stesso tempo imparo qualcosa. E magari mi servirà dopo il calcio, anche se ancora non so cosa farò. Per il resto mi piace uscire a cena con gli amici, ma anche stare a casa a riposare con la mia famiglia. E quando vengono a trovarmi dall'Argentina mio papà o mia mamma, mi piace fargli conoscere Bergamo".

Quindi vista la tua nuova passione per l'architettura, sei pronto a diventare l'architetto della difesa?

"Può essere (ride, ndr). Adesso ho la fiducia per poterlo fare, anche se non c'è bisogno. Dietro siamo affiatati, non serve parlare perché siamo sempre nella posizione giusta, i meccanismi sono ormai automatici, basta uno sguardo per capirci e tutto ci viene naturale".

 

CONTENUTO IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA PER ATALANTA MAGAZINE 218

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