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Masiello: "Ci aspetta un bel rush finale"

23 mar 2019
Masiello: "Ci aspetta un bel rush finale"

"A casa mia ormai anche le bambine tifano Atalanta: vogliono sapere tutto"

La stagione entra nel vivo e dopo la sosta comincerà la volata finale. L'Atalanta è pronta a un finale di stagione importante, parola di Andrea Masiello che anche quest'anno ha messo a disposizione della squadra la sua esperienza, la sua professionalità e il suo spirito positivo. Con un sogno: un gol da dedicare alle sue bimbe.

Andrea, quattro partite di fila, delle quali tre da titolare, dopo un periodo condizionato dall'infortunio muscolare.

"Se guardiamo alla nostra rosa, in ogni reparto tutti possono giocare titolari. Io ho avuto un infortunio abbastanza serio e mi sono dovuto curare bene. Mi ha tenuto fuori dal campo per un mese e mezzo, poi per recuperare, non essendo più un ragazzino, devi stare attento a ogni particolare. Ed è normale che quando non sei brillante, fai un po' più di fatica. Ma allo stesso tempo sono contento perché chi è entrato al mio posto, ha fatto bene e si è meritato la maglia da titolare. Anche questo fa capire la mentalità di questa squadra: si pensa al noi e non all'io".

In campo o fuori, il tuo contributo non è mai mancato.

"Io sono a disposizione del mister e dei compagni. Sono stato fuori per 5-6 partite ma non mi è mai mancata la voglia di allenarmi, di essere d'esempio per i miei compagni, di dare un contributo anche al di fuori dal campo".

Dopo la sosta comincerà la volata finale.

"Sono convinto che l'atteggiamento, la mentalità di come ti alleni e vuoi raggiungere gli obiettivi, faranno la differenza in questo finale di stagione. E fanno parte del nostro Dna, altrimenti non avremmo ottenuto certi risultati. Ci stiamo giocando traguardi importanti anche quest'anno, qui posso dire di stare vivendo uno dei percorsi più belli della mia carriera".

Che Atalanta dobbiamo aspettarci in questo finale di stagione?

"Adesso arriva anche la primavera. Conterà molto la preparazione atletica. Noi abbiamo fatto una preparazione importante a luglio e alla lunga può essere un vantaggio. In campo pedaliamo tanto, ma il lavoro alla lunga paga. Io sono certo che arriveremo a maggio in ottime condizioni".

Mai come quest'anno la lotta è estesa a un bel numero di pretendenti.

"Siamo un gruppo di squadre e ce la giochiamo ogni domenica. Questi due mesi che ci aspettano saranno veramente molto importanti: bisognerà giocare ogni gara per vincere e non è facile, anche dal punto di vista mentale. Perché con una classifica così corta, una volta magari sei avanti, una volta sei alla pari, un'altra sei dietro. Fino alla fine sarà un'altalena. Noi pensiamo a noi stessi: dobbiamo cercare di vincere ogni partita, perché se vuoi stare in alto non ti puoi permettere passi falsi. Adesso conterà tutto, gli scontri diretti, ogni punto perso o guadagnato. Ci sarà un bel rush finale: in Europa andrà chi avrà sbagliato meno in tutto il campionato. Adesso dobbiamo spingere sull'acceleratore".

E poi c'è una semifinale di ritorno di Coppa Italia da giocare...

"La coppa resta il sogno di tutti: abbiamo l'occasione di andare in finale, un traguardo che rimarrebbe nella storia. Ci sarà da affrontare la gara di ritorno con la Fiorentina con la carica giusta e l'aiuto di tutti. Sarà importante essere un blocco unico"

Dopo la sosta, il campionato ripartirà da Parma.

"Una squadra con giocatori, specialmente nel reparto offensivo, veloci e tecnici. Dovremo stare attenti e lasciare pochi spazi. Loro con una classifica tranquilla? Non mi fido, ormai chi gioca contro di noi, fa la partita della vita".

Dal punto di vista personale, anche quest'anno non sono mancate le dimostrazioni di affetto nei tuoi confronti.

"Una cosa che mi fa estremamente piacere. L'affetto delle persone quando esci dallo stadio o dal Centro Bortolotti, un semplice abbraccio di un amico, i ringraziamenti per una vittoria o per un autografo. Sono tutti momenti belli, che lasciano il segno".

A casa Masiello intanto l'Atalanta sta contagiando anche le bambine...

"Ormai con le bimbe si parla sempre più spesso di Atalanta. Quando torno a casa dall'allenamento vogliono sapere sempre tutto. Domenica scorsa sono venute allo stadio con il Chievo e alla fine hanno voluto gli autografi e le foto da tutti i miei compagni. Sono diventate atalantine, ogni anno vogliono la mia maglia, quando fanno l'album delle figurine la prima squadra che attaccano è l'Atalanta. Sono tutte piccole cose che ti regalano un sorriso. Con la più grande, Matilde, capita anche di fare qualche tiro al pallone in salotto, anche se dobbiamo stare sempre attenti a non rompere qualcosa altrimenti poi la mamma si arrabbia: le faccio fare i colpi di testa, oppure calciare di collo. Anche se non pensa di giocare a calcio. Poi ci sono Aurora e Eleonora, le più piccole. L'ultima volta che sono venute tutte e tre insieme allo stadio era stato con il Milan e avevo anche avuto la fortuna di fare gol. Spero di riuscirne a fare uno da qui alla fine da poterglielo dedicare: le bimbe me lo chiedono sempre, le avevo abituate bene in passato (ride, ndr), ma non è così semplice accontentarle".

  

CONTENUTO IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA PER ATALANTA MAGAZINE 224

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