"It's-a-me, Mario": Pašalić è il POTM Lete di Febbraio!
Votato dai tifosi nerazzurri sull'App ufficiale Atalanta
Strizzando l’occhio alla celebre catchphrase del suo omonimo videoludico, Pašalić sblocca lo slot di febbraio dell’Albo d’Oro del Player of The Month Lete.
Attivato un vero e proprio power-up, il numero 8 atalantino si è trasformato nel final boss del mese, imponendosi prima come cheat code per mandare in tilt le difese avversarie e poi come player one anche nella sfida tutta nerazzurra dell’ultimo stage, dove ha decretato il game over a suon di preferenze.
A chiudere il podio dopo il Battle Royale sull’app Atalanta, Marco Carnesecchi e il duo Samarđžić-Krstović.
Oro al capocannoniere del mese che, a febbraio, ha onorato il suo soprannome diventando decisamente “Super” come solo Mario sa fare. Tre i gol, tutti dal peso specifico enorme: alla Juventus, per far scorrere i titoli di coda alla New Balance Arena e staccare definitivamente il pass per le semifinali; al Napoli, per mettere la freccia e fare la mossa di apertura per il successivo “scacco matto” ai campioni d’Italia - partita in cui è stato incoronato MVP. E, dulcis in fundo, al Borussia Dortmund, per firmare il momentaneo 3-0, mettendo una bandierina, l’ennesima, in quello che è ormai il suo territorio di conquista, l’Europa.
E se raccontare il mese di Mario significa partire dal suo biglietto da visita più iconico - quello di uomo, se non addirittura re, di coppe in casa atalantina - allora una menzione d’onore, tutt’altro che secondaria, va ai traguardi messi in fila dall’osam nerazzurro: se il nuovo centro in Champions è l’ennesima tacca su un percorso che lo scorso ottobre lo ha consacrato miglior marcatore del Club sul massimo palcoscenico europeo; le reti totali in maglia Atalanta sono nel frattempo salite a 67 (con Muriel ormai stabilmente nel mirino). Così come a riscriversi è anche la graduatoria delle presenze: sorpasso su Bonacina e terzo posto all-time.
A completare il quadro, la sua proverbiale duttilità tattica. Trequartista per vocazione, mezzala o mediano per necessità: Mario è stato un autentico coltellino svizzero al servizio di Palladino, capace di incidere in ogni zona del campo, con qualità e quantità in egual misura.
Da un’area all’altra, l’argento di questo mese si accomoda tra i tre pali. Secondo posto per Marco Carnesecchi, che ha inaugurato febbraio da protagonista assoluto con una vera e propria masterclass su “quel ramo del lago di Como”, prendendosi la scena dall’inizio alla fine: prima colmando l’inferiorità numerica con una prestazione da autentico uomo in più, poi ipnotizzando Nico Paz dal dischetto al 98’. Ironia della sorte, il primo dei due rigori che – tra apertura e chiusura del mese – avrebbero finito per incorniciare febbraio.
E dopo aver monopolizzato il “green carpet” del Sinigaglia, dove il numero 29 ha lasciato – in pieno stile Walk of Fame hollywoodiana – la firma e l’impronta dei guantoni nell’area piccola, prendendosi la palma di MVP nella notte lariana, Carnesecchi ha cavalcato l’onda anche in Coppa Italia: se Scamacca, Kamaldeen e Pašalić hanno firmato i gol, lui ha blindato il caveau.
Poi di nuovo campionato, di nuovo saracinesca abbassata: all’Olimpico contro la Lazio è arrivato il terzo clean sheet del mese. In mezzo, interventi dal peso specifico enorme: la risposta su Allyson Santos contro il Napoli e soprattutto la sequenza contro il Borussia Dortmund — Brandt prima, poi Guirassy e Silva in rapida successione — a erigere un autentico muro nerazzurro di fronte all'offensiva Borusser nella notte di Bergamo. Solo la prodezza di Adeyemi è riuscita a scalfirlo, ma nulla di più.
E infine, da un rigore all’altro, chiudendo così il filo rosso che lega tutti i finalisti del POTM, se è stato Carnesecchi ad aprire il mese di febbraio, a chiudere tanto la rassegna del mese quanto il podio del contest a marchio Lete è un bronzo in “coabitazione”, forgiato – e come potrebbe essere altrimenti – nella notte del playoff di Champions: sul gradino più basso, ma per l’occasione più affollato, si accomoda il “tandem 90-10”.
Samarđžić e Krstović, dioscuri della remuntada nerazzurra: se Laki ci ha messo classe e sangue freddo dal dischetto, a suggellare una settimana da 30 e lode iniziata con il gol vittoria in un’altra rimonta, quella sul Napoli in Serie A; Nikola, in aggiunta al gol e al titolo di Player of the Match contro la Cremonese, ci ha messo (letteralmente) la faccia. Senza bisogno di introduzioni la sua estirada in tuffo di testa per arpionare la palla vagante sul pallonetto di Pašalić e conquistare il rigore decisivo, spalancando la più cinematografica delle sliding doors in piena Zona Cesarini della sfida da dentro o fuori contro il Borussia Dortmund.
E così, proprio come in quel frame che segue il gol alla Juve - con Nikola che indica Mario, esultante in scivolata sotto la Nord, quasi a incoronarlo, anticipando il futuro passaggio di consegne - si materializza anche il cambio della guardia tra il POTM di gennaio e quello di febbraio!