Primavera: alla scoperta di Michele Bordiga
L'esterno in nerazzurro fin dai Pulcini
Michele Bordiga, esterno classe 2004 della Primavera, lunedì contro il Bologna ha riassaporato una sensazione che gli mancava da sei mesi: di nuovo titolare. "Sono molto contento di essere stato nuovamente inserito nell'undici iniziale, dopo gli infortuni, anche gravi, avuti l'anno scorso. Ad aprile l'ultimo che mi ha tenuto fuori nel finale della scorsa stagione e all'inizio di questa".
L'ultima volta nell'undici di partenza, infatti, era avvenuta nello scorso campionato ad aprile sempre con la Primavera sul campo dell'Hellas Verona, poi tanto lavoro dietro le quinte per tornare protagonista. E dopo aver riassaggiato il campo con Cagliari e Milan, alla terza presenza in questa stagione, ecco anche la prima da titolare. "Mi è mancato molto tutto questo. Entrare in campo coi compagni dall'inizio, per di più nella prima partita ad Alzano, è stata una sensazione molto bella. Riuscire a superare tutti questi infortuni per me è motivo di grande soddisfazione e ripaga del tanto lavoro fatto in questi mesi con lo staff, in particolare con Roberto Calà che ha seguito il mio recupero da inizio anno con il preparatore Emanuele Vit, per riuscire a tornare in campo. È stata tosta ma ce l'abbiamo fatta. E naturalmente anche la mia famiglia e la mia ragazza Gioia mi sono stati molto vicini in questo periodo e mi hanno aiutato a superare il duro colpo ricevuto e a non mollare. Purtroppo nella mia storia ho dovuto fare spesso i conti con gli infortuni, ma mentalmente mi hanno aiutato a non mollare per inseguire il mio sogno, la mia passione".
Una passione nata presto ed ereditata in famiglia. "Anche mio papà Antonio è stato calciatore: faceva l'attaccante, ha giocato anche in C con l'Orceana. E mio nonno, Bonifacio Quarantini, allenava. La passione per il calcio me l'hanno trasmessa loro. Da piccolino prendevo a calci tutto quello che trovavo per terra, palline, carte, sassi... A casa ho rotto più di un vaso, finché non mi hanno dato un pallone di spugna".
Bresciano di Erbusco, Michele è all'Atalanta da una vita: "Ormai sono tredici anni che vesto questa maglia. Ho cominciato a tirare i primi calci all'oratorio, poi al Montorfano Rovato, quindi in nerazzurro i primi provini e tutta la trafila dai Pulcini fino alla Primavera con una piccola parentesi a 14 anni alla FeralpiSalò, un anno in prestito che mi è servito molto per crescere. L'Atalanta per me è diventata la mia seconda famiglia, la mia seconda casa. Mi ricordo ancora quando ero ancora un bambino, la felicità e la soddisfazione di quando mio papà mi disse che era arrivata la chiamata dell'Atalanta. Sono figlio unico, i miei genitori mi hanno sempre supportato, facendo anche sacrifici per seguirmi".
Una vita in nerazzurro, una vita sulla fascia: "Ho iniziato come difensore, poi nel calcio a nove mi hanno spostato ad ala, quindi a undici sono passato definitivamente a terzino essendo la corsa la mia caratteristica principale. Diciamo che sono sempre stato sulla fascia a correre. Ma quando ci capita di fare partitelle o allenamenti con la prima squadra guardo un po' tutti, non solo quelli del mio ruolo: penso che tutti siano da prendere ad esempio, per tecnica, applicazione, dedizione".
Fuori dal campo Michele ha una grande passione ("mi piace molto seguire la moda e vestirmi anche in maniera un po' particolare: sono molto appassionato di scarpe e colleziono sneakers"), ma allo stesso tempo non trascura gli studi: "In estate ho conseguito il diploma scientifico ed è stata sicuramente una bella soddisfazione riuscire a finire la scuola anche con buoni risultati. Ora mi sono iscritto a un'università online: facoltà di scienze motorie, perché comunque lo sport è la mia passione e farà sempre parte della mia vita. Tra novembre e dicembre penso di dare i primi esami. Avere comunque un piano B e riuscire a conciliare il calcio con lo studio penso sia sempre molto importante e utile".